“U Curdunn” a Locorotondo, un luogo sicuro per stare bene in Valle d’Itria

  

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di Sandro Romano

 

 

Ci sono posti dove si mangia e basta e posti dove si vivono (bene) un paio d’ore della nostra vita, luoghi dove il cibo è importante ma nei quali si respira anche aria di familiarità, di ospitalità verso il cliente, di gioia trasmessa nella preparazione di un piatto. Per me sono aspetti che fanno la differenza.

Quando li trovo li metto in un angolino del mio cuore, come si fa con gli oggetti a cui siamo affezionati e custoditi in un cassetto,  pronto a tirarli fuori all’occorrenza quando se ne sente il bisogno.

A volte sento la necessità di questi luoghi, posti dove trascorrere in maniera scanzonata una serata tra amici, un piacevole incontro con le mie figlie o una semplice chiacchierata con la mia compagna, tenendomi mentalmente lontano da impegni di lavoro, da recensioni e dagli articoli per i giornali con cui collaboro.

Da qualche mese, nel mio personale “cassetto” c’è anche il ristorante “U Curdunn”, un locale dove sono entrato per la prima volta portato dal mio amico Vanni Mastropasqua,  una sera che andai a trovarlo nella bella cittadina di Locorotondo.

tre ruote

I titolari, Peppino Ferrara e Margherita Curri, qualche anno fa hanno rilevato questo locale storico nel borgo antico di Locorotondo, trasferendo in questo luogo la loro voglia di fare, di distinguersi e di crescere in questo lavoro.

Il posto è bello davvero, tutto bianco con basse volte a crociera, cucina a vista e bei tavoli in legno asiatico apparecchiati con una  particolare tovaglietta che lascia intravedere le belle venature bionde.

La sera in cui andammo a cena, Vanni mi presentò Peppino e Margherita e, in quell’occasione, apprezzai la loro simpatia e la loro voglia di apprendere e migliorarsi, qualità che ritengo fondamentali per chi fa quel mestiere, perché ti consentono di comprendere meglio il cliente e di servirlo nel migliore dei modi.

Così qualche giorno fa sono tornato a pranzo da loro con la mia compagna e, ancora una volta, sono stato benissimo.

Una ciotolina di polpettine di pane appena fritte ha tranquillizzato i nostri borbottanti stomaci, accompagnata immediatamente da un piatto di capocollo di Martina Franca, burrata e verdurine fritte.

A seguire le gustose orecchiette con ragù di brasciole e polpette,  fatte secondo la tradizione della Valle d’Itria, cioè con la pasta più grande e spessa e il sugo meno “tirato” rispetto a quello barese a cui sono abituato e affezionato, ma comunque di buona fattura;

Orecchiette con brasciole e polpette

Orecchiette con brasciole e polpette

sempre graditissime le ottime fave bianche con cicorie, cipolla rossa e con i “cornaletti” fritti, accompagnamento tipico di queste zone.

Fave bianche con cicorie, cipolla rossa e cornaletti

Fave bianche con cicorie, cipolla rossa e cornaletti

Sui secondi, Margherita esprime una cucina che trovo davvero particolare nella sua estrema semplicità, utilizzando carni spesso dimenticate nei ristoranti, come il coniglio e il galletto.

“Ci tenevo a farti mangiare il coniglio – mi dice dispiaciuta – ma ieri sera abbiamo chiuso tardissimo e oggi non ho fatto in tempo a cucinarlo”.

Ordiniamo quindi un saporitissimo galletto ruspante con patate al forno e uno stracotto di asino che si potrebbe tagliare con un grissino, come il famoso tonno della pubblicità.

Stracotto di asino

Stracotto di asino

Soddisfatti ma “stracotti” pure noi, bypassiamo  i dessert che avevo visto in preparazione, cioè gli sporcamuss e le dita degli apostoli e salutiamo Margherita e Peppino.

“La prossima volta ti avverto prima  – dico a Margherita – e vengo apposta per mangiare il coniglio e le dita degli apostoli, ok?”

Margherita mi sorride:” Stai tranquillo, avvertimi e io te li faccio trovare”.

Lo farò senz’altro, perché Locorotondo è bella, tutta la Valle d’Itria è stupenda e qui ho trovato un posto sicuro dove mangiare bene e in modo semplice sentendomi tra amici.

Vicoli di Locorotondo nelle immediate vicinanze di "U Curdunn"

Vicoli di Locorotondo nelle vicinanze di “U Curdunn”

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2 commenti su ““U Curdunn” a Locorotondo, un luogo sicuro per stare bene in Valle d’Itria

  1. Carissimo,
    ti ringrazio infinitamente per il tuo commento commento sul nostro ristorante, è un enorme ptivilegio avere grande considerazione da un illustre intenditore. Condivido in pieno la tua considerazione sul piatto delle orecchiette.E’ consuetudine nell’autentica tradizione culinaria locorotondese, come avveniva nelle cucine delle nostre nonne far cuocere lentamente “il sugo per ore , fino alla “uscita” del filo d’olio . Sarò molto più attenta e farò tesoro dei tuoi preziosi suggerimenti. Grazie ancora.
    Peppino e Margherita

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