Rimini, la trattoria “Al coniglio” e “mannaggia a Trenitalia”

 

Mannaggia a Trenitalia. I miei ultimi viaggi sui loro treni sono stati una tragedia. Tre ore di ritardo da Roma sul Frecciargento per la rottura di un pezzo, dopo essere rimasti fermi nel bel mezzo della campagna senza aria condizionata e senza notizie. Poi finalmente si riparte, sembra un problema superato, ci avvertono che il pezzo è stato sostituito prendendolo in prestito da un altro treno, ma a Foggia bisognerà restituirlo. E via, la Freccia riparte verso la destinazione finché si arriva a Foggia e il treno, ovviamente si ferma in stazione. Si aprono le porte – fin qui tutto bene – ma si spengono tutte le luci e notizie zero. Ma io devo andare a Bari. Non si trova uno straccio di capotreno, un addetto, un ferroviere di passaggio che ci dia notizie. Immaginiamo che il pezzo prestatoci sia stato restituito. Tutti restiamo basiti, scendiamo e proviamo a chiedere. Finalmente arriva la notizia da un’altra passeggera: ”Andiamo al binario 3 sta passando l’altro treno che ci porterà a Bari!” Idem per chi va a Lecce, poveri loro. Un fiume di gente si sposta nei sottopassaggi della stazione dauna e raggiunge il binario 3, c’è un treno, c’è anche il capotreno, ma pare non ne sappia nulla e il treno non va certo a Bari. “E come facciamo?” chiediamo noi. “Non lo so” risponde candidamente lui. E ancora “Mannaggia a Trenitalia” penso io.

Rumore di treno in arrivo sul binario successivo, il capotreno ha un momento di lucidità e ci infonde speranza: ”Forse è quello in arrivo, andate lì”.

Ancora una volta la marea umana si sposta nel sottopassaggio per raggiungere il treno in arrivo. Va a Lecce. Ci siamo, forse.  Ma nessuno sa nulla e allora saliamo tutti tanto chissenefrega, pensiamo, se non abbiamo il biglietto per quel treno. Noi siamo a pezzi e dobbiamo andare a casa. Se qualcuno ci dice qualcosa ce lo mangiamo vivo! E così, con oltre tre ore di ritardo, arrivo a casa – mannaggia a Trenitalia –  e penso che l’avventura sia finita.

E invece no, perché qualche giorno dopo riparto, insieme a Antonella, con un Intercity diretto a Rimini,  dove presenterò il Web Chef 2014, manifestazione nell’ambito del Festival della Cucina italiana organizzata dal magazine La Madia Travelfood e dal suo direttore Elsa Mazzolini.

Vicino a locandina web chef 2014

Il treno parte alle 12.04, puntualissimo, orario previsto di arrivo 17.45. Tutto bene per la prima ora circa, poi ancora una volta il treno si ferma in mezzo alla campagna. Arriva la notizia:” Siamo fermi perché in Capitanata alcune stazioni sono allagate a causa del maltempo di ieri”. Ricomincia l’incubo e “Ri-mannaggia a Trenitalia” mi torna in mente. Mi chiedo come si faccia a far partire un treno se le stazioni sono allagate da ieri? Ma possibile che non lo sappiano? Ogni tanto ripartiamo, ci fermiamo, poi ripartiamo e ci rifermiamo. Così fino a Termoli, praticamente. A Rimini ci arrivo alle 21.25, distrutto. “Li mor….. di Trenitalia” penso e ogni tanto lo dico pure ad alta voce.

Ma alla stazione di Rimini ci aspettano gli amici Anna, Vanni, Anna Maria e Francesco, quest’ultimo – disdetta !!! – è pure un nutrizionista, per andare a cena presso la trattoria “Al coniglio”, cucina tipica romagnola. Neppure possiamo passare dall’albergo perché da queste parti a un certo orario chiudono le cucine e non mangi più, mica è come da noi in Puglia che fino a mezzanotte e oltre ti nutrono ancora.

Ancora un po’ incazzato mi siedo a tavola e piano piano torna il sereno nella mia mente. Arriva il piatto centrale con crostini vari caldi, alle erbette, ai fagioli, ai funghi, poi prosciutto, capocollo, pancetta, salame, olive, mozzarelle, caciotta e verdure grigliate.

Antipasto riminese

Accompagna il tutto la piadina calda e lo squacquerone.

Piadina calda

Ora si comincia a ragionare, c’è anche un buon vinello rosso.

A riconciliarmi definitivamente con il mondo ci pensa il piatto successivo, coniglio, faraona, piccione ripieno e vitello arrosto, con  contorno di patate arrosto.

coniglio faraona piccione vitello

Qualche dolcetto e poi gli ottimi liquori fatti in casa: al limone, alla banana, al melone e, ottimo, alla liquirizia.

I rosoli del Coniglio

Becco in flagranza di reato, con tanto di istantanea,  il mio amico nutrizionista Francesco, mentre addenta un dolcetto e ci beve pure su. Mi servirà per ricattarlo quando mi minaccia intimandomi di mangiare meno.

Lampugnani beccato in flagrante

Una bella cena in compagnia di amici presso “Al coniglio”, semplice e tradizionale trattoria romagnola, ha salvato la giornata, ma è mezzanotte, è ora di andare a nanna.

Brindisi a Rimini con Lampugnani

Al Festival attendo tre giovani per il premio Web Chef e incontrerò tre big della cucina italiana, Gino Angelini, Carlo Cracco e il grande maestro Gualtiero Marchesi, e poi anche il simpatico Andy Luotto.

Dopo nove ore di viaggio è il caso di riposare, domani sarà una giornata impegnativa davvero.

presentazione web chef 2014

(1356)

Un commento su “Rimini, la trattoria “Al coniglio” e “mannaggia a Trenitalia”

  1. “…Se qualcuno ci dice qualcosa ce lo mangiamo vivo!”. Ecco: Il pranzo è servito. Offre Trenitalia, che sta sperimentando una nuova linea di ristorazione. Cosa vuoi di più? E, a destinazione, arrivi già “mangiato”, come si dice dalle nostre parti. Ma tu, nonostante la presenza e con la complicità dell’amico nutrizionista, dopo un’altra avventura con Trenitalia, il giorno dopo, hai avuto la forza di metterti a tavola. Incontentabile, ammirevole, godurioso Sandro Romano!

Lascia un commento