Lo chef che rappresenta la Puglia in Giordania? E’ Turco!

mia foto blogdi Sandro Romano

 

 

 

Con il suo cognome è facile giocarci. Uno che si chiama Ippazio Turco si sarà sentito mille volte apostrofare nei più svariati modi, un po’ come me che, chiamandomi Sandro Romano, ho voluto persino giocarci su con il nome del mio blog.

Da venerdi Ippazio Turco è in Giordania per un progetto elaborato dall’ Accademia Euromediterranea e dall’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane che vede la gastronomia pugliese coprotagonista, insieme a quella campana, siciliana e calabrese presso la JAU-Jordan Applied University di Amman e altre prestigiose location, come il Four Seasons Hotel e il Regency Palace Hotel, alla presenza dei Reali e delle autorità giordane (http://www.harimag.it/13-harimacademy/life-in-harim/2799-piano-export-sud). Del progetto fanno parte anche gli chef Pietro Parisi per la Campania, partito insieme a Ippazio, oltre al siciliano Pietro D’Agostino e al calabrese Luca Abbruzzino, che partiranno, invece, il 30 novembre.

ippazio ad amman

 

Poco più di un mese fa, mentre ero in giuria in una gara tra chef della Federazione Italiana Cuochi, fui raggiunto da una telefonata con la quale mi si chiedeva, appunto, uno chef pugliese capace di rappresentare al meglio la nostra regione. Segni particolari, quindi, bravura e conoscenza, anche solo scolastica, della lingua inglese.

La scelta è caduta su Ippazio per la stima che ho nei suoi confronti, sia come professionista che dal lato umano, e per la pronta risposta. Quando gli ho chestoippazioe triglia sirena se volesse andarci  non ci ha pensato due volte, sembrava avesse già la valigia pronta.

Tra le varie idee che mi frullavano per la mente ho preferito inviare, in questa occasione, un cuoco salentino, proprio perché il Salento oggi sembra essere un po’ indietro dal punto di vista dell’offerta ristorativa, pur potendo esprimere grandi professionalità, come la bravissima Imma Pantaleo, mano felice come pochi o Donato Episcopo, emigrato in quel di Follina (Tv) per vedere valorizzata la sua creatività con una meritata Stella Michelin.

Ho, quindi,  contattato Ippazio e lui ha subito aderito con entusiasmo, felice di cambiare aria per qualche tempo, visto che, finita la stagione estiva, Tricase è tornata a sonnecchiare in attesa della prossima e il suo Lemì può rimanere chiuso per qualche giorno senza grossi problemi.

IPPAZIO Nepitella semi di finocchio selvatico timo selvaticoCosì Ippazio Turco è partito, armato di entusiasmo, ma non solo.  Ha portato con sé persino gli aromi della sua terra, quelle erbe selvatiche che arricchiscono la sua cucina: nepitella, finocchietto e timo.

E in valigia ha persino portato, in pratica confezione sottovuoto, le pietre del suo mare, quella parte di Adriatico che, nel tratto salentino è davvero splendido.IPPAZIO pietre del nostro mare

A rappresentare la Campania, come già detto, una mia vecchia conoscenza e bravissimo chef, Pietro Parisi dell’Era Ora, che qualche mese fa ho avuto il piacere di premiare a Rimini alla presenza del grande maestro Gualtiero Marchesi.

Sette giorni in tutto, per Ippazio e Pietro, ma l’esperienza sarà di quelle che ricorderanno con grande piacere anche in futuro, quando racconteranno ai nipotini di aver fatto provare la loro cucina persino al re di Giordania.

Chissà quali piatti Ippazio cucinerà, ma certamente non farà ciceri e tria sifonati o polpo in pignata ridotto a palline addensate con agar agar. Forse preparerà la sua Triglia sirena o i suoi troccoli di peperone, passata di fave verdi, calendula, nepitella e ricotta montata, oppure il suo Fish burger di polpo.

triglia sirena 2

Toccolo di peperone, passata di fave verdi, calendula, nepitella e ricotta montata

 

 

 

 

 

Foto di Giovanni Mastropasqua

Ma una cosa è certa: farà conoscere ai Giordani la Puglia più vera, quella Puglia, buona, onesta e capace, che con lo sforzo di tutti potrebbe essere certamente “number one”.

ippazio fish burger

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