Chi l’ha detto che i polpi si friggono solo a Bari? Michele e Sabina li friggono a Varese!

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di Sandro Romano         

     

 

Quando, un paio di anni fa, il mio amico Giovanni mi chiese di raggiungerlo a Fano per andare insieme a pranzo a Varese presso il ristorante “Polpo Fritto”, ero sicuro che, da buon giocherellone quale è, mi stesse tirando uno scherzo.

Il tour che mi aveva organizzato era da paura: pranzo tutto pesce a Varese, cena tutto baccalà a Mestre al Baccalàdivino del mitico Franco Favaretto, pranzo gourmet del giorno successivo a Marano Vicentino da El Coq di Lorenzo Cogo (che poco dopo ricevette la stella Michelin, segno evidente che portiamo fortuna) e rientro per cena sostanziosa con carne di bisonte a Fano.

Io, poi, a Fano ci ero arrivato in treno da Bari, quindi già discretamente cotto e non tanto disposto a farmi prendere in giro, per cui farmi ancora quattro ore e mezza di macchina  per andare a pranzo fino a Varese non mi pareva un’idea proprio geniale. Diciamo che mi sembrava un po’ come quelle volte che, noi baresi, scherziamo dicendo:”Andiamo a prendere un caffè a Napoli?”

E poi a Varese un posto con quel nome non poteva esistere, proprio non volevo crederci. Da noi quando si parla di qualcuno che “ne ha fritti di polpi” è affermazione che individua una persona di esperienza. Se il “complimento” è rivolto ad una donna  è, però, molto meno positivo! Ma questa è un’altra storia…

Invece partiamo davvero, lungo il viaggio io – come dice Giovanni – “ottimizzo”, nel senso che recupero le forze facendomi due orette di sonno e, puntualissimi, poco prima dell’ora di pranzo siamo davanti al “Polpo Fritto”. Non credo ai miei occhi, esiste davvero! A Varese, mah…

Ci vengono incontro Sabina e Michele e capisco tutto.

Sabina Gogni, Michele Carriero, Sandro Romano e una bella ricciola

Sabina Gogni, Michele Carriero, Sandro Romano e una bella ricciola

Sabina è simpatica, ci saluta con tipico accento varesino, ma Michele, simpatico pure lui, mi sorprende salutando Giovanni: “ Giuànne, sì arrevate? Me penzave ca non ge venìve cchiù ! (Giovanni, sei arrivato? Pensavo non venissi più!)

Così capisco tutto, Michele è barese, ecco il motivo del nome del ristorante!

Michele Carriero

Michele Carriero (foto Giovanni Mastropasqua)

Ricordo che, allora, Michele ci “massacrò” con freschissimi  frutti di mare crudi provenienti dalla Puglia, carpacci, tartare e ottimi piatti a base di pesce. Ma, soprattutto, passammo un bella giornata e ci divertimmo parecchio stringendo una bella amicizia con lui e sua moglie.

Qualche giorno fa, Sabina mi chiama per invitarmi a Varese in occasione di una serata dedicata all’olio extravergine e ai vini dell’azienda abruzzese Marina Palusci, e non posso certo dire di no al suo gentile invito.

Così, dopo un rapido volo aereo verso Milano, mi ritrovo a cena in compagnia del mio amico Giovanni Mastropasqua, anche lui venuto su apposta, e del produttore Massimiliano D’Addario, titolare dell’azienda abruzzese.

Massimiliano D'Addario dell'azienda Marina Palusci di Pianella (Pe)

Massimiliano D’Addario dell’azienda Marina Palusci di Pianella (Pe)

Al Polpo Fritto si parla e si cucina pugliese, quindi iniziamo con Stracciatella di Putignano con salsa di fichi e perle di salmone del Balik, seguita dagli Scampi di Gallipoli su mousse di patate e sale nero di Cipro, abbinati all’ottimo olio Alchimia Monocultivar Leccio del Corno e ai vini Plenus Passerina 2014 e Plenus Pecorino Truvet 2014. Due bei piatti per iniziare bene, basati su interessanti rimbalzi di sapore.

Scampo di Gallipoli su mousse di patate

Scampo di Gallipoli su mousse di patate e sale nero di Cipro (foto Giovanni Mastropasqua)

A seguire il Carpaccio di mazzancolle con salsa di agrumi su songino e finocchio, impreziosito dall’extravergine Blend Marina Palusci e abbinato al Plenus Pecorino 2013, piatto che definirei rinfrescante, aiutato anche dalla buona acidità del vino.

Allo Spaghetto caprese con polpa di ricci e scaglie di bottarga di Cabras è stato poi abbinato il Monocultivar Intosso e il Pecorino 2011 e al Polpo fritto su crema di fave bianche è toccato sposarsi con L’uomo di ferro monocultivar Dritta e il vino MilleMagnum Trebbiano Spumante Metodo Ancestrale Anfora.

Chiusura affidata alla crostata con more e mirtilli preparata dal bravo giovane pastry chef Luigi Cassago, la cui frolla, profumata con Oliomania, è stata valorizzata da Anima Moscato Rosa dell’azienda abruzzese .

Protagonisti assoluti della serata gli oli estratti a freddo dell’azienda abruzzese di Massimiliano D’Addario che, con parole semplici e qualche giochino, ha fatto meglio comprendere, agli ospiti presenti in sala, le tante differenze tra un extravergine di qualità e i tanti prodotti scadenti presenti in commercio.

Un problema, questo, dovuto soprattutto ad una normativa che permette di considerare oli extravergini i prodotti ottenuti da materie prime scadenti e spesso in evidente stato di ossidazione, avvantaggiando le grandi aziende che fanno grandi numeri a basso prezzo rispetto ai piccoli produttori che fanno qualità al giusto prezzo.

Gli ottimi oli dell’azienda di Pianella (Pe), in questa caso, sono stati valorizzati in ogni piatto e compresi dall’attento pubblico, che hanno potuto comprendere e apprezzare le varie sfumature di sapore.

Una bella serata, insomma, con bella gente, il bravo Michele Carriero in cucina e la professionale Sabina Gogni in sala, bei vini naturali e oli di assoluta eccellenza.

Ma, evento a parte, il Polpo Fritto è un imperdibile angolo di Puglia nel centro di Varese, un luogo dove dimentichi di essere al lago e riconosci il profumo del mare, che, grazie a Michele e Sabina, non sembra essere poi tanto lontano.

Mise en place al Polpo Fritto

Mise en place al Polpo Fritto (foto Giovanni Mastropasqua)

 

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