Addio Mango, grande voce del Sud

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di Sandro Romano

 

 

 

Ora tutti diranno che era un grande. Sempre così quando uno non c’è più.

Non è mai stato una star, anzi. Da qualche anno si vedeva sempre meno spesso e forse era un po’ in calo di idee anche se, lo scorso maggio, era uscito il suo ultimo lavoro “L’amore è invisibile” con due brani inediti e pezzi di altri artisti rivisitati.

La notizia della sua morte, stroncato a 60 anni e un mese da un infarto mentre cantava “Oro”, uno tra i suoi più importanti successi, mi ha raggiunto mentre smanettavo sul mio pc.  Ci sono rimasto davvero male, perché Mango era uno di quelli che ha accompagnato alcuni momenti importanti della mia vita con le sue bellissime canzoni.

La prima volta che lo apprezzai fu a Sanremo nell’86 quando si presentò con la bellissima canzone “Lei verrà”, una delle poche che riesco a ricordare a memoria, tante volte l’ho ascoltata. Fu l’anno della consacrazione a star di Eros Ramazzotti, che vinse con “Adesso tu”, seguito da Renzo Arbore con “Il clarinetto” e da Marcella Bella con “Senza un briciolo di testa”.  Mango arrivò solo 14°, ma a Sanremo spesso accade che grandi pezzi non abbiano immediatamente il meritato successo. Basti pensare, nello stesso anno, al 21° posto di Zucchero, penultimo con “Canzone triste” e all’ultimo degli Stadio con “Canzoni alla radio”.

Nel 2002 il suo album “Disincanto” fu un grande successo, nello stesso momento in cui la mia vita stava prendendo nuove strade.

La canzone “La rondine”, contenuta in quel meraviglioso album è stata un po’ la colonna sonora di quel periodo, buio sotto certi aspetti ma intrigante, stimolante, sotto altri. Ricordo come fosse ieri il suo bellissimo concerto al Teatro Team di Bari, che rivedrei cento volte, cosa che  purtroppo non sarà più possibile, perché il cantautore lucano ha tenuto il suo ultimo spettacolo due giorni fa a Policoro, si è scusato con il pubblico per il malore che lo stava prendendo e poi si è accasciato. Una uscita di scena incredibile,  degna di un grandissimo e Mango lo era.

Lo era per quello che aveva fatto per sé, ma anche per ciò che aveva scritto per altri come Andrea Bocelli, Loredana Bertè, Patty Pravo, Mia Martini e tanti altri.

Mi piace l’idea di immaginarlo ora, accolto e subito coinvolto in un meraviglioso concerto da Fabrizio De Andrè, Lucio Dalla, Giorgio Gaber , Lucio Battisti e, persino John Lennon altri cinque grandi che hanno accompagnato la mia vita ma che non potrò più andare a vedere in concerto.

Loro cinque in concerto. E’ vero, è solo un sogno.

“Ma tu che ne sai dei sogni, quelli son miei, non li vendo“.          

Buon viaggio Mango.

 

 

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